Lanciare hashtag di Instagram, come quando e perché

hashtag di instagram azzurro

Lanciare hashtag di Instagram può essere molto utile per la promozione della vostra attività (di vendita di beni o servizi, di blogging, di tipo culturale/editoriale..), ma anche per farvi promotori di incontro e relazione fra le persone, un aspetto fondamentale del buon utilizzo dei social network.

Nella diretta Instagram della scorsa settimana* ho parlato di hashtag a tutto tondo, argomento che ha destato molto interesse. Nonostante abbia lasciato una sorta di Bignamino nelle mie stories in evidenza su Instagram, ho pensato di riassumere i contenuti di quella diretta in post tematici, più semplici da consultare.

Oggi parleremo di come lanciare hashtag di Instagram. Perché e quando farlo?

Iniziamo subito col rinfrescarci la memoria su che cosa siano questi benedetti “cancelletti” che si usano tanto su Instagram e su Twitter (dove sono nati e dove tuttora hanno grande importanza): gli hashtag sono aggregatori di contenuti, attraverso cui si possono fare ricerche e trovare contenuti accomunati da un determinato argomento, che viene identificato da una parola e/o insieme di parole (non separate da spazi o segni di interpunzione) precedute da un segno #.

Quando lanciare hashtag di Instagram

lanciare un hashtag

Proprio in virtù di questa funzione di aggregazione, esistono 3 situazioni in cui è importante (anzi, fondamentale) lanciare un hashtag su Instagram:

  1. Quando organizzate un evento che viene promosso su Instagram e dove stimolate i partecipanti a condividere foto dell’evento stesso.
    I contenuti che invitate a produrre vanno raccolti con un hashtag segnalato da voi, in modo che durante/dopo l’evento possiate trovarli con facilità seguendo l’hashtag e possiate, leggendo post e stories, vedere il livello di coinvolgimento dei partecipanti, capire cosa è piaciuto e cosa no, interagire ecc..
  2. Branding (personale o di prodotto).
    Associare il vostro brand/prodotto/serie di prodotti ad un hashtag (specialmente se “vendete” qualcosa, che siano i vostri servizi o un prodotto) può essere utilissimo per andare a rintracciare i vostri clienti, leggere le loro opinioni su ciò che avete venduto e, soprattutto, stabilire relazioni durature con loro, fidelizzandoli.
  3. Creare delle community intorno a voi, grazie ad interessi e passioni comuni.
    Lanciare degli hashtag identificativi di community che si raccolgono intorno ad interessi e passioni comuni è un ottimo modo per entrare in contatto con persone affini a voi, permettendovi di attivare conversazioni vere e relazioni durature.

Come “inventare” un hashtag

hashtag di instagram matite

Quando scegliete di lanciare un hashtag, e quindi di inventarlo, compiete questi passi:

  1. Pensate al messaggio che volete veicolare ed identificatelo in una o più parole (può essere anche solo il nome del prodotto, dell’evento o del brand).
    Mi raccomando, non fate poemi epici, perché #glihashtagtroppolunghinonsipossonosentireesonopureantiestetici.
  2. Verificate che ciò a cui avete pensato non sia già stato utilizzato (potete verificarlo con una semplice ricerca per hashtag su Instagram).
    Io consiglio sempre di lavorare su terreni vergini, ma non ci sono regole giuste per tutti; sicuramente, se volete proprio utilizzare qualcosa che era già presente, non scegliete hashtag che siano già stati utilizzati da migliaia di persone, perché rischiate di “sporcare” i vostri contenuti. Se ciò a cui avete pensato è già stato utilizzato e volete un terreno vergine, non abbattetevi: giocate con le parole, variate e sperimentate fino a quando avrete trovato l’hashtag giusto, che sarà tutto per voi.
  3. Scegliete un hashtag univoco.
    Se state promuovendo un evento e vi serve tenere traccia dei contenuti prodotti ad ogni edizione, date un hashtag diverso ad ogni edizione.
    Se vendete prodotti di una stessa tipologia (es. borse), ma diversi fra loro (es. zaini e tracolle) e volete tracciare ognuno di essi singolarmente su Instagram, date hashtag diversi a modelli diversi, per esempio.
    Pensate bene a cosa vi serve quell’hashtag, e agite di conseguenza.
  4. Spiegate l’hashtag ed invitate al suo utilizzo.
    Ebbene sì, i vostri follower non vi leggono nel pensiero, quindi se non spiegate loro perché avete scelto quell’hashtag e che tipo di contenuti volete raccogliere attraverso di esso (penso soprattutto a quelli di community, perché quelli di eventi/brand sono abbastanza auto-esplicativi) e soprattutto se non li invitate ad utilizzarli (inserendoli sulla cartellonistica di un evento, per esempio, o sul bigliettino da visita che accompagna il prodotto che avete venduto), loro non lo faranno.
    Quindi spiegate spiegate spiegate, invitate invitate invitate.
    Per quanto riguarda gli hashtag di community, la differenza sarà data dalla community stessa, che sarà ambassador di quell’hashtag e dell’ideale/interesse/passione che sottintende.

Qualche esempio pratico: hashtag per tutti i gusti.

Siccome sono convinta che la pratica aiuti più della teoria a comprendere a fondo le cose, vi lascio qualche esempio di hashtag funzionali e funzionanti, utili per comprendere quello che ho spiegato finora.

Sono tutti esempi di hashtag di community (quelli legati ad eventi e a brand sono di più immediata comprensione) che hanno chiaro il concetto che vogliono veicolare e che quindi hanno raccolto intorno a sé persone davvero unite da passioni/interessi/modi di vedere il mondo.

  • #feliceadesso di Marta Pavia aka @zuccaviolina – questo hashtag è abbastanza auto-esplicativo, perché raccoglie fotografie che esprimono il sentimento di felicità, che spesso è dato dalle cose più semplici.
  • #faidellordinariounapoesia di Giulia Russo aka @giui – anche qui, che ve lo spiego a fare, ogni aspetto del nostro vivere quotidiano può trasformarsi in poesia, basta solo guardarlo dalla giusta prospettiva.
  • #storieinviaggio di Giulia Modena aka @jugiemme – la dimensione del viaggio si lega a doppio filo a quella narrativa, dando origine a storie di viaggi e a viaggi che sono storie, di vite e sentimenti.
  • #hounastoriaperte di Lorenzo Naia aka @latatamaschioMarta Pavia aka @zuccaviolina – un hashtag che è anche un workshop (al quale parteciperò proprio domani), che è una community di cantastorie, dove contano meno le immagini e più le parole (sì, anche su Instagram)
  • #BOOMtorino di Mariachiara Montera aka @maricler – un hashtag dedicato alla bellezza di Torino (che ti colpisce così, quando meno te lo aspetti).. come non amarlo?
  • #BFFaquattrozampe – questo è un hashtag che ho voluto lanciare, in quanto Olivia-dipendente, per tutti coloro che vedono nei loro animali domestici (cani e gatti, ma anche criceti, paguri e quel che volete) dei veri e propri compagni di vita, presenti in ogni momento della nostra esistenza e dai quali imparare, giorno dopo giorno.
  • #viaggiaresottocasa – questo è il mio hashtag più recente, ma che sta dando grandissime soddisfazioni, perché risponde ad un bisogno che avvertivo da tempo (e che evidentemente avvertivano anche altri): quello di condividere la bellezza dei luoghi che ci circondano, nei quali possiamo permetterci di fare i turisti ogni singolo giorno, senza bisogno di spostarci in mete esotiche, il più delle volte senza bisogno di spostarci affatto. È possibile viaggiare anche sotto casa, a km 0, perché non c’è fine alla bellezza, che sia paesaggistica, culturale, umana o storico-artistica, in un Paese come il nostro.
    #viaggiaresottocasa è un aggregatore di bellezza, che ci permetterà di scoprire angoli stupendi e nascosti delle città in cui viviamo e delle città altrui, in cui potremmo trovarci ad essere turisti “veri” (nel senso tradizionale del termine), godendo così di uno sguardo privilegiato, non appannaggio di tutti.

Spero che questo primo post dedicato a come lanciare hashtag di Instagram vi sia stato utile! Per qualsiasi dubbio o perplessità non esitate a contattarmi.

Se c’è ancora qualcosa che vi piacerebbe approfondire, siete ancora in tempo per proporlo per la diretta di oggi!


solitamente registro una diretta Instagram ogni settimana, il venerdì pomeriggio intorno alle 16, in cui parlo di temi legati alla comunicazione, stimolati spesso da domande che mi vengono rivolte in privato o in pubblico. Se sei curioso seguimi qui e ti verrà segnalato quando sarò in diretta (di solito lo ricordo comunque sui miei social); se invece vuoi propormi argomenti da trattare, contattami pure sui social o qui, e sarò felice di accontentare le richieste.

Sarà capitato anche a voi di avere un podcast in testa (vol. 1)

Come dicevo nello scorso post, una delle cose che ho imparato nell’ultimo periodo è che i podcast, per me una riscoperta recentissima, sono una gran figata: ti permettono di prendere i tempi solitamente morti (iviaggi in auto o sui mezzi pubblici, i trasferimenti a piedi, i momenti da ingannare mentre si fanno operazioni noiose, come stirare o pulire i fagiolini) ed impiegarli per qualcosa di utile, come imparare cose nuove che riguardano il tuo lavoro, ma anche informarsi su aspetti curiosi ed interessanti.

Ce ne sono praticamente su ogni argomento dello scibile umano, dalla cucina al design, dall’empowerment alla storia più o meno recente; inoltre, se scegliete di attingere alla vastissima scelta di podcast d’Oltreoceano, potrete anche migliorare la vostra comprensione dell’inglese, cosa che tutto sommato non fa mai male.

Circa tre settimane fa, folgorata sulla via di Damasco del podcast, ho lanciato un appello accorato dalla mia pagina Facebook e poi dal mio profilo per ricevere consigli in merito ai podcast migliori di sempre, e sono rimasta sconvolta dalla quantità di suggerimenti ricevuti. Ne sono arrivati talmente tanti che ho deciso di condividerli a mia volta e, anche solo ad oggi, non basterà certo questo post, ma che ci vorrà (almeno) un bis.

Più podcast per tutti

Iniziamo con i primi 10 podcast che mi hanno consigliato e che consiglio a mia volta, dopo averli ascoltati in toto o almeno in parte.

NB: cliccando sull’immagine del podcast andrete direttamente alla sua pagina su Spreaker, il servizio che utilizzo per ascoltare i podcast, disponibile per Android e iOS

1.Merita Business Podcast

podcast meritaLa sua descrizione recita “Consigli utili, riflessioni, approfondimenti su tutto il mondo del marketing digitale per chi non smette mai di imparare e aggiornarsi“.. e mantiene le sue promesse. Se lavorate, a qualsiasi titolo, nell’ambito del digital marketing, è una risorsa di cui non potete fare a meno, e troverete sicuramente spunti e consigli interessanti per voi.

 


2.Dee Giallo

Un grande classico dei podcast, perfetto se vi podcast dee giallopiace lo stile di Carlo Lucarelli e se vi piacciono le storie un po’ gialle, un po’ noir, o anche solo un po’ assurde, di cronaca musicale e non.
Un programma molto longevo che, per cogliere nella sua (quasi) interezza, potete ascoltare qui.

 


3.How I built this with Guy Raz

Un podcast molto interessante per chi (come me) si appassiona di storie aziendali, non intese come agiografie di imprenditori di successo, ma come le storie che si celano dietro grandissime imprese: sono storie di innovatori e idealisti, ancor prima che imprenditori.

 

 


4.Lavoro da casa

podcast lavoro da casaUn podcast dedicato ad un tema caldissimo, quello del lavoro da casa: l’argomento viene sviscerato grazie a tanti punti di vista diversi e sotto le sue tante sfaccettature, per fare emergere che il lavoro da casa non è un hobby, è lavoro vero.. ed eccome se lo è!

 

 


5. Pilota

podcast pilotaDopo aver fondato “Suvvia siamo serie“, non potevo certamente farmi sfuggire un podcast interamente dedicato alle serie TV.
E voi, potete farne a meno?

 

 


6.  Design Matters with Debbie Millman

Uno dei primissimi podcast indipendenti mai messi in onda: “Design Matters”, a dispetto del nome, non parla “solo di design”, ma di creatività in ogni sua forma e sfaccettatura.
Sempre interessante e stimolante.

 

 


7. 99% invisible

Teoricamente è un podcast sul design e l’architettura, in realtà tratta argomenti talmente vari, vasti e interessanti, che lo consiglio di cuore a chiunque, anche a chi disdegna architettura e design.
Ho trovato spunti, riflessioni e ragionamenti stimolanti in ogni singolo episodio, quale che fosse l’argomento trattato.

 


8. Veleno

podcast veleno

Questo è forse l’unico podcast che mi sento di consigliare a scatola chiusa: non ho avuto ancora modo di ascoltarlo, ma mi è stato consigliato davvero all’unanimità, quindi ascoltarlo (nonostante la pesantezza dell’argomento) è sicuramente cosa buona e giusta. 
Prometto che ascolterò io stessa il mio consiglio al più presto.

 


9. Senza rossetto

Vista la ricorrenza di ieri e visto che questo podcast è nato proprio a 70 anni dal primo voto politico delle donne in Italia, consiglio questo podcast che racconta la figura femminile ieri e oggi.
In ogni puntata si affronta il tema delle convenzioni legate all’universo femminile, con la partecipazione attiva di scrittrici contemporanee.

 


10. Revisionist History

Ogni episodio di questo originalissimo programma prende in considerazione qualcosa del passato (un avvenimento, una persona, un’idea, persino una canzona) e lo riesamina, ponendosi questa domanda: lo abbiamo capito correttamente la prima volta?
Il leit motiv? A volte il passato merita una seconda occasione

 


(+1) Come fare un podcast

Questa è una bonus track, per chi si appassiona a tal punto al mondo dei podcast da voler creare il proprio.
Una guida utilissima per chi volesse approcciarsi ai podcast dal “lato scuro della luna”.

 

 


Grazie a tutti coloro che mi hanno consigliato questi (ed altri) podcast, e se vi vengono in mente dei podcast imperdibili, non esitate a consigliarli qui nei commenti oppure contattandomi tramite i miei social e ai riferimenti che trovate qui.