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Il digitale non è la sala d'attesa della vita rea Il digitale non è la sala d'attesa della vita reale, è già vita reale.
Mi sono ritrovata a scrivere questa frase all'inizio della mia ultima e-missiva e ho pensato: "diamine, è proprio così" (per onestà intellettuale, devo dire che non ho proprio pensato "diamine", ma fingiamo che sia così 😬) 

Nella newsletter di maggio ho guardato al rapporto fra online e offline attraverso la lente delle community digitali, quelle in cui vivo, quelle che ho fondato, quelle che ho perso per strada senza drammi e senza risentimenti, come capita nelle migliori famiglie.

💻 C'è WordPress con la sua generosità gratuita e i suoi WordCamp (giusto qualche settimana parlavo qui in un post del @wordcamptrn)
♀️ C'è @retealfemminile, che esiste online ma ha il suo cuore negli incontri dal vivo.
🌿 Ci sono gli @scambistivegetali, dove qualcuno ti porge un micro-anthurium come se ti stesse regalando un gioiello (scena realmente accaduta).
📖 C'erano i Corpi Freddi, gruppo di amanti di gialli nato su aNobii (ma qualcuno se lo ricorda aNobii?) che per anni si sono frequentati dal vivo.
✉️ E ci sono le lettere/i biglietti/le cartoline scambiati tra sconosciut3, un piccolo atto sovversivo di resistenza analogica nato però in digitale. 

Nella newsletter che è partita ieri sera c'è molto della mia esperienza personale con le community digitali che solo digitali non sono; puoi iscriverti al link in bio se ti fa piacere leggerla - la rimando mercoledì.

Intanto però lascio anche qui la domanda che chiude la newsletter, perché la curiosità è forte: c'è una community digitale che ha cambiato qualcosa nella tua vita?

Ph. by Jonny Gios, Unsplash

#comunicazionedigitale #comunicazione #emissiva #newsletter #creativespaces
L’intelligenza emotiva è come la luce che filtr L’intelligenza emotiva è come la luce che filtra fra le fronde: non illumina tutto allo stesso modo, ma si posa in modo differente dove serve.

Viviamo invece in un mondo che vuole illuminare ogni angolo, rendere visibile e misurabile qualsiasi cosa.
Utile, per carità, ma rischia di farci dimenticare che le persone non sono solo quello che si vede in piena luce.

L'intelligenza emotiva è la capacità di riconoscere le proprie emozioni e quelle degli altri, e di usare questa consapevolezza per orientare il modo in cui ci relazioniamo. Non è istinto, non è sensibilità generica,  è una capacità che si allena, come si allena l'ascolto.

L'intelligenza emotiva è capire quando non è il momento di dire qualcosa, è sentire che il tono che stai usando sta chiudendo una porta invece di aprirla, è ascoltare prima di rispondere.

Le persone si fidano di chi le capisce, e la fiducia è uno dei motori più potenti che abbiamo nelle relazioni, anche quelle digitali.

Quaanto spazio diamo davvero all'intelligenza emotiva, nelle relazioni digitali di tutti i giorni?

#comunicazione #comunicazionedigitale #creativespaces #intelligenzaemotiva
Community è partecipare, condividere. Ma la parol Community è partecipare, condividere.
Ma la parola che più mi viene in mente quando penso alla community di WordPress è restituire, perché è quello che vorrei, poter restituire qualcosina di quel che mi è stato dato.

Uno strumento che mi ha aiutato a creare siti professionali, piattaforme per video-corsi, persino un e-commerce... io, che di programmazione non so quasi nulla, esattamente come quando ho installato WordPress per la prima volta 15 anni fa.

Ma non è solo lo strumento, che mi è stato dato. 
È il supporto costante, l'avermi fatto sentire di poter imparare sempre di più, e soprattutto l'avermi fatta sentire sempre accolta e invitata a contribuire, con le mie competenze e capacità.

Per questo lo scorso weekend ho voluto partecipato come volontaria al @wordcamptrn, l'evento della community di WordPress che per la sesta volta si è tenuto nella mia città.
Venerdì, al Contributor Day, mi sono seduta per la prima volta a un tavolo Polyglots e dopo poche ore ero già parte di discussioni e decisioni, come se fossi lì da sempre.
Sabato, durante la conferenza, ho fatto qualcosa che non mi aspettavo, ho accettato di fare l'emcee in una track per tutto il pomeriggio: il microfono ogni tanto l'ho dimenticato (tanta è la mia abitudine a parlarci dentro), ho storpiato qualche cognome, qualche volta mi sono inceppata, ma il "ma sì che ce la fai" era vero (e infatti sono qui a testimoniarlo).

In mezzo a tutto questo: ho riabbracciato persone incontrate a WordCamp passati, ho chiacchierato con chi finora avevo conosciuto solo sui social e ho ascoltato talk che mi hanno fatto aprire gli occhi e che cambieranno sicuramente il mio modo di lavorare (@laura.copelli, @marghe.webdesign, @cassandra.divina questo è per voi).

Non posso taggare tutte le persone riabbracciate e/o conosciute, temo che Instagram non reggerebbe tutti quei tag.
Ma forse è proprio questo il punto: in una community dove anche chi è incostante come me viene accoltə a braccia aperte, i tag non bastano mai.

Bonus per chi scorre il carosello: una rara foto di me con cappellino, cosa che si vedeva dai tempi dell'asilo 🧢

Bonus per chi legge fin qui: indovina di che parlerà la mia newlsetter questo mese?
È dal 25 aprile che ho una storia a cui non riesc È dal 25 aprile che ho una storia a cui non riesco a smettere di pensare, ed è la storia di quelle migliaia di Tedeschi che nell'ultimo mese sono andati online, hanno digitato il nome del nonno, il suo luogo di nascita, hanno premuto invio, e così hanno cancellato in un secondo ottant'anni di silenzio familiare.

Tutto questo grazie all'archivio contenente oltre 10 milioni di schede degli iscritti al Partito nazionalsocialista reso consultabile a partire dal 2 aprile dal settimanale Die Zeit e che da allora è già stato consultato milioni di volte.

Ma la cosa che mi ha colpito di questa storia è che l'archivio non è stato scoperto adesso: quei dati erano disponibili da decenni, semplicemente nessuno li aveva mai resi accessibili.

"Disponibile" e "accessibile", infatti, non sono sinonimi: tra i due termini c'è un abisso, e in questo come in altri casi la digitalizzazione è stata il ponte in grado di collegarli.

Ne ho parlato nella mia e-missiva di aprile, che ha nel cuore la consapevolezza che i dati non parlano mai da soli: hanno bisogno di qualcuno che scelga come presentarli, come indicizzarli, a chi rivolgersi.
Se ti va di riceverla, il link è in bio; la rimando lunedì prossimo 🔗

Ph. Mike Stoll da Unsplash

#emissiva #newsletter
#comunicazionedigitale #digitalizzazione
#viaggiaresottocasa - con una giornata come quella #viaggiaresottocasa - con una giornata come quella di oggi era ora di rispolverare questo hashtag, insieme ai bolidi a due ruote 🚴‍♀️

Giretto di oggi: Collegno - Avigliana e i suoi Laghi - Sant'Antonio di Ranverso - Collegno

#valsusa #igerspiemonte #biciclettando #rincorrerelabellezza
Quando compri un ricordo, non un prodotto... è tu Quando compri un ricordo, non un prodotto... è tutta colpa del nostalgia marketing 🥹 

Le scarpe che avevi a sedici anni ora in riedizione limitata a 180€, il set Lego che chiedevi a Natale ora "per adulti" a 300€, la polaroid che ora costa quasi più di una reflex, ma con la stessa allure vintage degli anni '80.

Non è un caso, è una strategia, e funziona con una precisione quasi irritante, perché la nostalgia non restituisce il passato per com'era, ma per come lo ricordiamo: una versione migliorata, lucidata, in cui tutto era più semplice, più bello, più vero... e quella versione è molto più facile da vendere della realtà.

Ci ho pensato guardando Stranger Things (sì, l'ho finita) e ho dedicato al nostalgia marketing la mia e-missiva di marzo, che rimando domani, se vuoi iscriverti ora al link in bio e recuperarla.

Avevano proprio ragione Al Bano e Romina, NOSTALGIA CANAGLIA 🤣

Apriamo l'angolo della confessione: quando hai capitolato a causa del nostalgia marketing?

#comunicazionedigitale #digitalmarketing #nostalgiamarketing #emissiva #newsletter
Primavera = fiori di campo raccolti durante una pa Primavera = fiori di campo raccolti durante una passeggiata e messi in un vaso improvvisato 💐 

... e tanti antistaminici, ma non roviniamo la poesia 😝 

E per voi primavera = ??
Ho passato anni a dirmi che il rewatch era uno spr Ho passato anni a dirmi che il rewatch era uno spreco di tempo (e a dirlo a tutti 🙈).
Poi non solo ho cambiato idea, ma ho anche cercato di capire meglio il fenomeno... e infine ci ho scritto su l'intera e-missiva di febbraio (la rimando venerdì - se ti interessa approfondire il tema sei tempo per iscriverti). 

In questo carosello ho classificato ben quattro tipi di rewatch che ho identificato: dimmi nel sondaggio qual è il tuo, mentre nei commenti puoi dirmi cosa stai riguardando in questo periodo 📺

Ps. Come colonna sonora del carosello ho scelto il tema di una serie che meriterebbe infiniti rewatch 💔
✍️ Torna la magia di carta e inchiostro

C’è un fascino lento nel gesto di scegliere il foglio perfetto, nel sentire la grana della carta sotto le dita e nel far scorrere l'inchiostro in un filo sottile: è un fascino che non si trova in questo mondo digitale, ma in una busta che viaggia per posta ✉️
​Torna #viscriveteunalettera, l’iniziativa per riscoprire il piacere di scrivere a chi non conosciamo.

​Segna queste date sul calendario 🗓️ 
🔹 ​Entro il 13 marzo: iscriviti all'iniziativa compilando il form che trovi al link in bio. 
🔹 Entro ​il 15 marzo riceverai il nome e l'indirizzo della persona a cui scrivere tuo destinatario
​🔹Il 21 marzo, nel primo giorno di primavera, imbuchiamo tutti insieme 🌸📮

L'unica regola è scrivere a mano ✍️
​È un invito aperto a tutto il mondo: si può scrivere in Italiano, Inglese, Francese o Spagnolo (anzi, se hai amici sparsi per il mondo a cui segnalare l'iniziativa, siamo sempre felici di ampliare i nostri orizzonti).
E se hai amici, nonni, zii o vicini di casa "a-social", non c'è problema: basta un’e-mail per far parte di questa magia che dura da oltre 5 anni.

​Lasciamo che sia il postino, e non uno schermo, a consegnare le nostre parole...
Sempre che le Poste collaborino, beninteso 🤐📫

​Ti unisci a noi?

#cartadalettere #snailmailitalia #penpals #scrivereamano
Se in questo inizio anno vi è sembrato che Instag Se in questo inizio anno vi è sembrato che Instagram fosse tornato indietro di 10 anni, è tutto per la challenge "2026 is the new 2016", alla quale partecipo anche io, rigorosamente quando ormai è sul viale del tramonto, ma c'è un perché 😬

Infatti non lo faccio (solo) per nostalgia, ma perché questo trend dice parecchio su come comunichiamo oggi e su quanto siamo stanchi di farlo sempre “nel modo giusto”.

Nella e-missiva di questo mese parto da qui: da quel 2016 che ricordiamo con affetto per parlare di un modo di comunicare più leggero e di quello che potremmo riportare nel 2026 senza buttare via la strategia (promesso 🤞).

Se vi va di leggerla, parte all'ora dell'aperitivo: siete ancora in tempo per iscrivervi al link in bio e riceverla 🔗

E intanto, 10 anni fa... 
1. Conseguivo il master in marketing e comunicazione e facevo i primi veri passi in questo mestiere (nel post di allora scrivevo "burning.. burning... Masterizzazione completata", una didascalia che oggi sembra vecchissima, perché non masterizziamo più CD e DVD da secoli);
2. Dicevo addio a Pupi, cane di famiglia anaffettivo eppure mandrillo (che combo canina pazzesca);
3. Vivevo in un'altra casa, ma avevo la stessa scrivania di ora, il regalo per la mia "masterizzazione";
4. Facevo da testimone al matrimonio di due amici che sono amici ancora oggi (e non è scontato, a 40 anni);
5. Camminavo tantissimo in un Salento rovente, non immaginando che avrei camminato ancora di più 9 anni dopo in un Salento ancor più rovente;
6. Accoglievo la mia Kitchen Aid rossa fuoco, scambio merce per uno dei miei primi lavori di comunicazone. Funziona ancora;
7. Il pastis era già una mia "bevanda totem" per celebrare le cose che contano;
8. Avevo ancora un blog di cucina, scrivevo, fotografavo e pubblicavo ricette (a volte pure su carta);
9. Andavo a visitare aziende di cibo, scattavo tante foto di cibo, scrivevo ancora tantissimo di cibo. Ironia della sorte, non ho mai più lavorato nel mondo del cibo, semplicemente perché non è capitato, ma chissà che questo non sia l'anno giusto.

Ps. Anche la colonna sonora è "made in 2016"

#2026isthenew2016 #comunicazione #comunicazionedigitale #newsletter #emissiva
Oggi è la Giornata dei dialetti e delle lingue lo Oggi è la Giornata dei dialetti e delle lingue locali e, per me che lavoro con le parole, non è una ricorrenza qualsiasi, ma una giornata che vale davvero la pena celebrare.

Le parole sono radici, sono casa, e mi ha sempre affascinato osservare quanto, da una casa all’altra, da una lingua all’altra o da un dialetto all’altro, possano cambiare così tanto, portando con sé mondi e immaginari che restano spesso quasi intraducibili.

In piemontese, ad esempio, c’è la parola “bogianén”, che letteralmente significa “non ti muovere”.
È un soprannome popolare per i Piemontesi, nato nel XVIII secolo dalle imprese dei soldati sabaudi durante la battaglia dell’Assietta, e racchiude in una parola il racconto di un carattere caparbio, fermo e determinato.
Eppure quel “non ti muovere” viene spesso frainteso: la traduzione letterale, in cui si perde completamente l’origine del termine, finisce per rimandare a un’idea di passività o di eccessiva prudenza.

Una sola parola, due significati quasi opposti… e tutto perché viene a mancare il contesto.

Mi piacerebbe che questo post diventasse una raccolta di parole intraducibili che non serve andare a cercare in altre lingue, a migliaia di chilometri da qui, ma che vivono già nei nostri dialetti, nelle lingue locali.

💬 E allora mi regali una parola del tuo dialetto?
Raccontami cosa significa… o cosa non si riesce davvero a tradurre.

#comunicazione #parole #giornatadeidialettiedellelinguelocali #leparolesonoimportanti #paroleintraducibili
Fine anno, tempo delle 3B: bilanci, brindisi e, ov Fine anno, tempo delle 3B: bilanci, brindisi e, ovviamente, buoni propositi… ma anche delle parole dell’anno!
Io, dall'alto della mia pragmaticità, ho fatto delle due l'una e ho scelto una parola/proposito, e quella parola è COSTANZA.

La metto nero su bianco anche qui, e non solo nella mia ultima e-missiva dell'anno, perché mi siate testimoni e così mi sentirò in dovere di tenerle fede.

Costanza perché voglio portare avanti i miei progetti con continuità e costanza nel pubblicare, nel condividere, nel farmi sentire.

E tu? Hai scelto una parola dell’anno o un proposito speciale? Se ti va, fammelo sapere!
Sarò il tuo testimone e ci supporteremo a vicenda 💪

Ci vediamo nel nuovo anno! 🎉
Buona fine e buon inizio ✨ 

#buon2026 #costanza #paroledellanno #wordoftheyear
Mariah è stata scongelata, quindi possiamo uffici Mariah è stata scongelata, quindi possiamo ufficialmente sfoderare playlist natalizie, tisane calde e… la penna ✒️! 

Sì, perché anche quest’anno torna #viscriveteunbiglietto, lo spin-off invernale di #viscriveteunalettera dedicato ai biglietti di Natale ✉️

Un piccolo gesto per scaldare questo inverno: scrivere un biglietto di auguri a una persona che non si conosce e riceverne uno da qualcun'altrə - Poste permettendo 🤞

Le iscrizioni sono aperte fino al 28 novembre, io entro il 30 novembre manderò a chi si iscriverà gli abbinamenti e il 5 dicembre spediremo tutt3 insieme, da bravi aiutanti di Babbo Natale 🎅

Non servono doti artistiche, solo un po’ di voglia di fermarsi, prendere carta e penna e lasciare che la fantasia (e la calligrafia) facciano il resto. Puoi scrivere su un biglietto o su una cartolina (da inviare in busta chiusa, solo per stare più tranquill3), homemade o acquistata, l'importante però è che sia scritta rigorosamente a mano!

Nel form al link in bio puoi scegliere la lingua (Italiano, Inglese, Francese o Spagnolo) e se preferisci spedire solo in Italia o anche all’estero; l’iniziativa è aperta a chiunque viva sul pianeta Terra e parli/scriva Italiano, Inglese Spagnolo o Francese🌎

💡 Consiglio non scientifico ma testato: scrivere ascoltando una playlist di Natale aumenta del 73% le possibilità che il biglietto arrivi a destinazione (#civogliocredere).

Allora, ci scriviamo un biglietto anche quest’anno?
Vi aspetto 🤶

#faidellordinariounapoesia #feliceadesso #felicenovembre #rincorrerelabellezza #storieinviaggio #vivodiparticolari #esercizidibellezza #christmascard #christmasvibes #natale2025 #bigliettodinatale
Ci siamo fatti una storia 📜 Dopo quattro anni Ci siamo fatti una storia 📜

Dopo quattro anni e mezzo, la scorsa settimana ho deciso di dire addio al mio sito di corsi online, il contenitore di “Ci facciamo una storia?”, nato in aula, cresciuto online durante il COVID e poi diventato on demand.

Ci sono decisioni che maturano pian piano, finché capisci che non è più un “se”, ma solo un “quando”, e quel “quando” per il mio sito dei corsi online era arrivato.

Quel sito è stato un piccolo mondo, una palestra di idee e il punto di incontro di una community curiosa e affezionata, ma la formazione (come la comunicazione) cambia pelle, e così ho chiuso quella porta digitale con gratitudine (e un pizzico di malinconia) per aprire il proverbiale portone, questa volta reale: lo dico da un po’, ma il desiderio di tornare in aula con l’energia dei workshop dal vivo è sempre più forte, con le chiacchiere in pausa caffè e gli sguardi che dicono più di mille slide.

L'idea è quella di continuare a farsi ancora una storia… ma di nuovo dal vivo ✨

#cifacciamounastoriah #comunicazionedigitale #comunicazione #formazione #formazionedigitale #formazionecontinua
Quest'anno per i miei quarant'anni mi sono regalat Quest'anno per i miei quarant'anni mi sono regalata un'esperienza: non un weekend alle terme, una cena stellata o un volo in mongolfiera, bensì un cammino, quello del Salento, 118km in 5 giorni.
Meno di una settimana capace di segnarmi in modo profondo, facendomi imparare camminando.

Gli spunti di riflessione nati durante quel cammino hanno atteso pazientemente oltre due mesi per essere messi nero su bianco, e ci è voluta una e-missiva intera per contenerli tutti e cinque: cinque semi che questa esperienza ha lasciato in me e che spero di riuscire a far germogliare e a far crescere nella vita di tutti i giorni e, perché no, anche nel lavoro.

Questa newsletter per me è speciale, ed è bello leggere già le vostre risposte, le vostre esperienze e le vostre sensazioni.
L'ho inviata per la prima volta col favore delle tenebre e c'è chi l'ha letta subito (ciao gufi 🦉) e chi ha atteso prime luci dell'alba (ciao allodole 🐦), ma se gli spunti di riflessione che ho seminato nel carosello hanno solleticato il tuo interesse, sappi che la rispedisco venerdì: sei ancora in tempo per iscriverti al link in bio e riceverla per leggerla nel fine settimana, magari prima di una bella camminata.

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