Organizzare lo smartphone per lavorare meglio (sui social e non)

Organizzare lo smartphone - copertina

La mia ultima newsletter si chiamava “Il magico potere della ramazza” e parlava di list cleaning, oggi vi parlo di organizzare lo smartphone per lavorare meglio. Vi starete forse domandando, a ragione, se con l’anno nuovo non abbia deciso di trasformarmi nella Marie Kondo de’ noantri.

Tranquillissim3, non è così, tutt’altro: non solo non sono una maniaca dell’ordine, ma posso serenamente definirmi disordinata. Gli abiti ritirati dallo stendino possono rimanere impilati su una sedia fino al duemilamai, gli oggetti da portare in cantina possono mettere le gambe e andarci da soli, ma c’è l’eccezione che conferma la regola.

Sono ordinatissima ed organizzatissima per quel che riguarda ciò che mi serve per lavorare, dalle to-do-list con annesse scadenze (da quando ho scoperto todoist ne sono dipendente), alla scansione rigorosa dei progetti di lavoro, fino ad arrivare all’agenda e ai calendari sempre aggiornati (Google Calendar e Calendly best friend forever).


Organizzare lo smartphone: perché farlo?

Sono convinta che organizzare lo smartphone scrupolosamente mi aiuti ad essere più efficace, più reattiva e più veloce nel mio lavoro. Lo smartphone, infatti, è uno dei miei strumenti di lavoro principali, ma è anche “l’aggeggio” su cui si accumulano foto, file, spunti e applicazioni.

Credo che sia così per molti, e il risultato è che quando ci serve qualcosa sullo smartphone non la troviamo mai. Perdiamo tempo a scandagliare la memoria del telefono, spesso con il solo risultato di rimanere impantanati peggio di Artax nelle Paludi della Tristezza (citazione coltissima ad uno di quei traumi da cui la mia generazione non si riprenderà mai).

Eccomi quindi a darvi tre suggerimenti (spero) utili ad organizzare il vostro smartphone per lavorare meglio, sui social e non.


1. The first cut is the deepest*: il primo passo per organizzare lo smartphone è fare pulizia

Torna il magico potere della ramazza, versione 4.0.

Il primo passo per organizzare il nostro smartphone è un bel repulisti di tutto ciò che di inutile abbiamo sui nostri smartphone, partendo dalle immagini!
Ne ha parlato diverse volte nelle sue Instagram Stories Marzia, che di professione fa la fotonarratrice e che è una paladina del minimalismo fotografico. Marzia sostiene con forza la necessità di fare decluttering nella miriade di foto brutte, sfocate e giallognole che abbiamo sui nostri telefoni. Io aggiungo anche le foto la cui utilità è ormai passata: immagini ormai condivise sui social, oppure passate ad amici, parenti e clienti.

Se ci sono ricordi preziosi o materiali professionalmente importanti, metteteli al sicuro (su un PC o un hard disk). Quindi iniziate ad eliminare tutto ciò che non è qualitativamente rilevante, che non serve più o che non è mai servito. Io l’ho fatto (scagli la prima pietra chi è senza peccato) e sono passata da 6625 fotografie a 875.

Fate anche in modo che i social (Instagram in primis) non salvino copia di tutto quello che condividete, stories comprese, nella vostra gallery e che le app di messaggistica (WhatsApp in primis) non salvino in automatico tutto ciò che viene condiviso al suo interno. Sì, questo succede anche nei gruppi della pizzata delle medie o dei genitori dell’asilo.

Quindi passate alle applicazioni, e usate il criterio che suggeriscono di seguire per il guardaroba: se non avete usato una app nell’ultimo anno, disinstallatela. Anche qui, l’ho fatto io stessa, e almeno una quindicina di app hanno preso il volo.

Non vi sentite già più leggeri?

Ora che avete fatto questo primo atto necessario e liberatorio, passiamo al secondo step.


2. “Chi ben comincia è a metà dell’opera”: organizzare le app

Organizzare le app

Possiamo impiegare minuti per trovare una app sul telefono: non è dove ricordavamo che fosse o la abbiamo davanti agli occhi e non la vediamo.
Questo non succede quando le app sono distribuite secondo un senso logico, e non in ordine cronologico di download, come normalmente accade.

Forse non sarà facile come per Mary Poppins mettere a posto la stanza, ma organizzare le app è una operazione che si fa una volta sola, perché alla base c’è l’organizzazione mentale delle cose.

Quello che vi suggerisco, infatti, è di creare delle cartelle in cui raggruppare app che servono ad un medesimo scopo, o che abbiano qualcosa in comune. Suddividere le app in macro-categorie renderà più facile trovare la singola app quando vi servirà, perché a guidarvi ci sarà il motivo per cui la state cercando. Inoltre, raggruppando le app, ridurrete contestualmente le schermate in cui sono contenute, e difficilmente vi troverete a vagare fra una schermata e l’altra senza meta.

Io ho ridotto il mio smartphone ad una sola schermata, in cui le app sono suddivise secondo ciò che ha più senso per me. Quello che vedete qui sotto, quindi, è un esempio, che per voi potrebbe non essere altrettanto funzionale.

Organizzare lo smartphone - le app


3. Lo spirito dell’album delle vacanze sia con voi: organizzare le foto

organizzare le foto in album

Tutti gli smartphone organizzano le fotografie in album pre-compilati: le foto scattate con la fotocamera, i download, le immagini salvate dopo le modifiche fatte con qualche app (che sia Snapseed, VSCO o Retouch poco importa) e cose così. Poi c’è l’ordine cronologico inverso con cui vediamo le foto, dalla più recente alla più vecchia. Quando ci serve un’immagine, però, non è detto che ricordiamo con che app l’abbiamo elaborata o quando l’abbiamo scattata o salvata.

Molto meglio se la suddivisione è creata da noi, per esempio per argomento/soggetto della foto (immaginando che si abbiano dei soggetti ricorrenti e che siano suddivisibili in macro-categorie, ad esempio “foto prodotto” e “dietro le quinte”) o per cliente, se lavorate su contenuti visual altrui.

Suddividendo le immagini con un senso logico (che è vostro e vostro soltanto), cercare le immagini quando vi serviranno sarà molto più semplice. Utilizzate come spirito guida gli album foto delle vacanze, dove non mettereste mai una fotografia scattata ad Acapulco insieme ad una della settimana bianca.

Naturalmente, una volta servito il loro scopo, le immagini si possono cancellare. Ritorniamo al punto 1 e ricominciamo daccapo, di quando in quando, perché nell’ordine, nel nostro ordine si lavora meglio, si fa meno sforzo e si è più produttivi.

E poi volete mettere avere degli album foto che vi accolgono così?

 

 

 

 

 

 

 


* ho scelto di mettervi la versione di Cat Stevens, autore della canzone, ma fu incisa per la prima volta da P.P. Arnold, e anche la cover di Rod Stewart non è niente male [fine intermezzo musicale]

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