Mettere la faccia nelle Instagram Stories (ma anche no)

mettere la faccia nelle instagram stories copertina

Mettere la faccia nelle Instagram Stories o non mettere la faccia nelle Instagram Stories, questo è il dilemma!

Non si può certo dire che questo sia un dubbio amletico in senso stretto, perché il buon Amleto aveva a che fare con interrogativi ben più filosofici (“essere o non essere?“), ma credo che molti mentirebbero nel dire che non si sono mai posti questa domanda.

Tanto più che molti esperti di Instagram (o sedicenti tali) sostengono ad ogni piè sospinto che sia ASSOLUTAMENTE NECESSARIO comparire con il proprio faccione nelle Instagram Stories, pena l’insuccesso delle stesse, la mancanza di interazione da parte del pubblico e forse persino l’arrivo della feature musica nelle Stories, ma solo con pezzi sconosciuti e, soprattutto, inascoltabili (che, si sa, è il peggio che ti possa succedere su Instagram).

Ma è davvero così?

mettere la faccia nelle stories, premesse

First of all – Qualche premessa

Prima di tutto qualche doverosa premessa sull’affaire “mettere la faccia nelle stories”.

E se a me piace mettere la faccia nelle Instagram stories?

In pochissime parole?! Good for you.
Questo post, infatti, NON vuole essere affatto una critica o un’invettiva contro chi vuole/ama mettere la faccia nelle Instagram Stories, lungi da me!
Se è un mezzo con cui vi trovate a vostro agio, avete la mia benedizione.

In questo caso ho solo due consigli per voi:

1 – Non fatevi prendere la mano con flussi di coscienza (magari polemici – vade retro) lunghi 2h spezzettati in 80000 stories, perché potrebbero essere controproducenti.
Avete mai sperimentato quel senso di ansia quando, aprendo le stories di qualcuno, visualizzate in alto tanti, troppi mini (micro? nano?) trattini e vi prende l’istinto di scappare?
Ricordatevi di quel senso di ansia e fatene tesoro.
Non fate agli altri quello che non vorreste fosse fatto a voi, versione social.

2 – Se parlate nelle stories, ricordatevi che è fondamentale mettere dei sottotitoli.
Non parlo di sottotitoli parola-per-parola come quelli che trovate su Netflix (anche perché dovreste affidarvi a delle app per farlo e, tranne rarissimi casi, queste fanno abbastanza pietà), ma di piccole didascalie che facciano capire a chi guarda di che cosa state parlando a colpo d’occhio. Questo perché ci sono persone non udenti e perché la maggior parte delle persone udenti fruisce delle stories senza audio. Se fate capire di cosa state parlando, chi guarda potrà decidere che quell’argomento gli/le interessa e accendere l’audio, che non gli/le interessa e saltare a pié pari, che gli/le interessa ma che bastano le didascalie per avere un quadro della questione, oppure ancora decidere che quelle stories gli/le interessano e che ci tornerà in un secondo momento, quando potrà ascoltare anche l’audio.
L’importante è che chi guarda si trovi davanti a qualcosa di sempre comprensibile, e non di fronte ad “un pesce di nome Wanda” (NdR. se non conoscete questo film, rimediate subito).

Non mettere la faccia nelle stories è un po’ come dire “lontano dagli occhi lontano dal cuore”?

È fuori di dubbio che mostrare sé stessi e parlare davanti al con il proprio pubblico favorisca la riconoscibilità (“ehi, sei proprio tu!”), aumentando così il senso di intimità e l’empatia, innescando anche dei meccanismi voyeuristici che credo siano insiti nella natura umana (va detto), MA…

Ma mettere la faccia nelle Instagram stories non è l’unico modo per renderle fruttuose, di certo non è il solo modo per essere interessanti e coinvolgenti.

Intanto partiamo da un presupposto: ognuno è fatto a modo suo, e per alcune persone il fatto stesso di mostrarsi, più o meno frequentemente, in video, può essere motivo di disagio, e non credo che il disagio possa mai essere un buon punto di partenza per una strategia di comunicazione.

Trovo infatti che sia fondamentale assecondare le nostre inclinazioni caratteriali, affinché il nostro approccio alle stories non sia “chiudi gli occhi e pensa all’Inghilterra“, come di fronte ad dovere da affrontare turandoci il naso, ma sia una (magari graduale) presa di confidenza con uno strumento che prospera se vissuto con naturalezza, facendolo proprio, dal momento che continuità e coerenza sono due punti di forza delle Instagram Stories.

Avete mai provato ad essere coerenti e continuativi quando fate qualcosa controvoglia e detestando ogni secondo di quell’esperienza?
Ecco, appunto.

E quindi, che fare?

Partiamo da qui 

(lo faccio dire a questa GIF deliziosamente educational)

Come prima cosa, facciamoci una domanda fondamentale: “Quali sono i mezzi che sentiamo maggiormente nostri?
La scrittura, il disegno, la fotografia, il montaggio video, la condivisione di fonti ed ispirazioni, l’interazione con la nostra community?

Sono tutti esempi di strumenti validissimi per esprimersi nelle Instagram Stories in modo nostro, unico, riconoscibile. Se partiamo dai nostri punti di forza, da ciò che amiamo fare, che ci viene bene e  che magari ha anche a che fare con la nostra attività, sarà molto più facile essere coerenti con noi stessi e ci verrà naturale comunicare al nostro meglio messaggi e valori, senza “farci violenza” e con una prospettiva di continuità decisamente più a lungo termine.

Mettere la faccia nelle Stories a tutti i costi?

mettere la faccia nelle instagram stories? ma anche no

Le cose essenziali per comunicare bene nelle Instagram Stories sono altre:

  • trovare la propria via, che magari sarà diversa da quella di tutti gli altri.
    Anzi, meglio ancora se è diversa da quella di tutti gli altri! Non abbandonate l’utilizzo delle Stories solo perché vi sentite inadatt3 ai modelli che vanno per la maggiore.
    Create i vostri modelli.
  • che i contenuti funzionino, per voi e per il vostro pubblico. Se i contenuti che vi piace fare piacciono anche al vostro pubblico, siete a cavallo! Tenete sempre sotto controllo gli insight (senza farne una malattia), perché sono la cartina di tornasole del gradimento di chi vi segue.
Last but non least

Se “mettere la faccia” non è il vostro mezzo prioritario/preferito, ma non vi è così sgradito e volete cimentarvi, potete cominciare da modi più soft di comparire nelle stories, senza forzare la mano: potete inquadrare il mondo dal vostro punto di vista e accompagnare il video con la vostra voce oppure potete mostrare le vostre mani all’opera, ad esempio, oppure trovare soluzioni ancora più originali.

La cosa davvero importante, nell’utilizzo delle stories per comunicare se stessi e per costruire una community salda e coinvolta, è una ed una soltanto: fare emergere la persona dietro il profilo, e questo non ha nulla a che fare con il “metterci la faccia” oppure no.


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